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Ultime novità e parole in libertà

Isla de Atlantide, 14 giugno

LA GIUSTA ETÀ

Un nostro amico, un Sognatore, inviandoci il suo testo si è lamentato di aver scoperto troppo tardi il piacere della scrittura. Ha quasi ottant’anni.
Per quel che leggo e so, di che scriverebbe, potesse, un piccolo uomo di tre anni? Di poppate, di coccole di mamma, del piccolo limitato, e sconosciuto, mondo che circonda un bimbo di tre anni.
Invece, dall’alto dei tuoi ottanta anni di vita, amico mio, puoi raccontarci di che sia il tempo che sfugge, e i morti amori, e il mondo stesso che cambia, è cambiato, così lentamente impercettibilmente ineluttabilmente. Ma cambiato. Tanto da non riconoscelo, e non riconoscersi.
Solo tu, solo ora, come testimone del tempo, puoi raccontarci del prima e del dopo, e avere la necessaria prospettiva per dire che sia la vita, quella che conosci, e della quale a vent’anni avevi solo un sentore, un’immagine sfocata.
Quindi non ti rattristi l’aver scoperto solo oggi la scrittura come testimonianza, ma rallegrati di avere, tu sì, molto e molto da raccontare.
Non di vanitosi e inutili esercizi di bella scrittura, ma dell’essenza stessa del tempo tiranno, e la vita, e la morte.

Isla de Atlantide, 10 giugno

LEGGERE/SCRIVERE

Sembra che gli italiani, oltre che “popolo di santi, poeti, navigatori ecc”, sia anche popolo di scrittori. Non di lettori. Inconguente, vero? Non solo scrittori di libri, ma anche “pubblicatori” di migliaia e migliaia di “post” ogni minuto sui vari “social”, come si chiamano quei luoghi di perdizione.
Scrivono che? La qualunque, direbbero a Roma. La qualunque in un massimo di poche righe.
Leggono che? Non libri, ma i suddetti post, con un’attenzione media di 1,7 secondi. 1,7 secondi! Notare bene questo tempo.
Tutto è iniziato con la pubblicità, con i tempi contratti della pubblicità, che è passata dai 120 secondi del “Carosello” anni ’60 – solo 6 inserzioni al giorno – , ai 10/20 secondi attuali – 1000 e più inserzioni al giorno. Più tutte le inserzioni del web.
Come si può avere la pazienza di star seduti a leggere un libro che per sua natura è “lungo”, diverse pagine lungo, e contiene tante parole, tanti pensieri, che obbligano a concentrazione e uso del cervello? Insopportabile, posso capirlo. Solo pochi si autoinfliggono questa tortura, e nemmeno so cosa realmente capiscano di quel che leggono: la famosa “decodifica del testo”, che pare a scuola non si usi più. Anche leggere, come parlare, scrivere, amare ecc, prevede un’educazione, un lungo esercizio, che ti permetta di percepire in un pieno d’orchestra lo stonare di una nota.
Invece ci si sta rassegnando a una scrittura sintetica sincopata per lettori sintetici sincopati.
E, in più, pare si deleghi la scrittura all’Intelligenza Artificiale. Poi si delegherà la lettura alla stessa AI, per ricavarne una sintesi di poche righe che non ci facciano perdere tempo e sforzare le meningi.
Orwell, avesse potuto immaginarlo, avrebbe obbligato non la televisione sempre accesa nel suo 1984 per controllare la mente di tutti, ma uno smartphone sempre acceso. Cosa che già avviene.
Se non l’avete letto, Orwell, leggetelo: forse siete in tempo per salvarvi la vita.


Isla de Atlantide, 5 giugno

ANCORA 60 GIORNI 60

Ancora sessanta giorni alla fine di questa prima edizione del Premio. Su, fatevi coraggio, spolverate quel romanzo, quei racconti, e le poesie, e inviatele. Che ci fanno al chiuso del cassetto?
Qui la giuria è già al lavoro, naturalmente, ma nessuno mi dice nulla. Qualcosa ho spulciato, lo ammetto, e c’è della “roba buona”, come si dice. Ma il mio parere non conta più di tanto. Chi sta ancora a rileggere il suo lavoro prima di inviare, bè, su, non siate timidi, a un certo punto bisogna mettere la parola “fine”.
Noi tutti ci auguriamo di trovare qualche tesoro, e qualche nuovo amico e amica. Non chiediamo nulla di più…

Isla de Atlantide, 14 maggio

VERSO L’ESTATE

Che non si creda che qui stia arrivando l’estate. Sorrido. Perché è sempre estate ad Atlantide, o inverno, o quel che i sognatori sognano.
Tra pochi giorni cominceremo ad aprire i pacchi, e leggere quel che è intanto arrivato. Romanzi, soprattutto, e poesia. Timidi i teatranti e gli sceneggiatori. Ammetto, abbiamo già dato un’occhiata, non si poteva resistere alla curiosità, e ci sono delle cose interessanti, emozionanti. Ma lasciamo fare ai giurati il loro lavoro.
Ci sono dei capolavori? Lo speriamo ardentemente. Ci piacerebbe scoprire qualche tesoro, davvero.
Ai ritardatari – ci sono sempre – un invito a muoversi a spedire la loro opera: mancano solo poco più di due mesi alla chiusura del bando. Su, decidetevi, non siate perfezionisti. Pignoli e perfezionisti non abitano qui.

Uno di voi ci ha scritto “proprio il posto giusto per me”, e questo ci ha commosso. Ha capito che Atlantide è sì, incidentalmente anche un premio, ma prima di tutto un luogo non luogo, che solo chi sa capisce. E degli altri non c’importa nulla.
Poi, un giorno, vi racconteremo come sia nata Atlantide. C’entra una storia d’amore, e una terra lontana, e sogni. Come sempre.

Siamo sicuri che è una storia che vi piacerà…

Isla de Atlantide, 5 aprile

ARRIVANO

I testi, le opere, degli autori stanno arrivando. Che c’è nel postale? Di tutto: romanzi e poesie soprattutto. Romanzi storici, romanzi intimi, romanzi di ogni genere: storie dei Sognatori. Persimo racconti di fantascienza. E poesie, che sono storie dell’anima in quel particolare linguaggio simile alla musica. Bello. Ci piace. Scarse le opere teatrali, e le sceneggiature. Come mai? Eh! Quella è scrittura non da tutti, scrittura dell’anima, sempre, ma in particolare scrittura d’immagini. Vedremo che altro arriverà.

Perchè mettere un obolo per l’imbarco in Atlantide? La scelta è stata molto dibattuta qui in Atlantide: in genere non ci piacciono i contest con un costo di accesso, e non ci piaceva farne parte. Però abbiamo pensato che è una cifra piccolissima, e ci metteva al riparo dallo spam e dai burloni che infestano il web. Soltanto chi davvero ha intenzione di inviarci il suo sudato lavoro lo farà, e lo fa. Poi, le prossime edizioni, vedremo. Dipenderà anche da come andrà questa prima edizione. Infine, chi proprio non può, ma ha qualcosa di raccontare, è ugualmente accolto a braccia aperte.

Isla  de Atlantide, 1 marzo

AVVIO

Dai, su, lento ma continuo il Premio Atlantide si sta avviando, grazie agli autori che inviano le loro opere senza attendere l’ultimo minuto come si fa sempre. A loro il nostro ringraziamento per non ingolfare la giuria negli ultimi giorni.
Tra l’altro ora si ha più tempo di leggere con calma, e considerare attentamente i testi inviati. Si protrebbe dire:
“chi primo arriva meglio è letto”…

Isla de Atlantide, 7 febbraio

PREMI & CONCORSI ECC.

Un altro concorso! Da vattelapesca Atlantide? Ce n’era bisogno?
Ma certo che no. Eppure era un’idea che ci stuzzicava da un po’, proprio girando tra i vari concorsi sparsi per tutta Italia intitolati a questo o quel nome famoso.

Più che un concorso, o con l’occasione/scusa di un concorso, ci piaceva l’idea di un mondo fantastico, un mondo di Sogni per Sognatori, dove trovarsi e dove raccontarsi storie, come fossimo là rintanati sfuggendo alla Peste. Un mondo di parole e immagini, e di trepidanti creatori che parlano sottovoce.
Ci proviamo?
“Memento audere semper” diceva qualcuno, e ci stiamo provando. In piccolo, piccolissimo, non promettendo nulla che non possiamo mantenere, ma ci proviamo a ricreare Atlantide della mente, del sogno, e raccogliervi i Sognatori. Quegli stessi che in un libro famoso erano gli unici capaci di rendere possibili i viaggi interstellari, i viaggi nel tempo.

Quindi ecco Atlantide.at. Intanto un luogo – per quanto della fantasia – poi un titolo, tanta immaginazione, e un Premio Atlantide per provare a raccogliere nuovi amici e amiche, poi chissà…
Abbiamo grandi progetti, anche esagerati, ma è normale tra i sognatori, no? Eppure è così che l’impossibile diventa possibile.
Dipende anche da voi. Dipende da quanti ancora là fuori per le strade del mondo sognino davvero, e quanti vogliano intraprendere un viaggio.
Nemmeno noi sappiamo davvero per dove, ma non è questo il bello? Anche il giro del mondo inizia con un primo passo vero l’ignoto al quale fanno seguito tutti gli altri. E noi quel primo passo l’abbiamo fatto.

Vedremo assieme che succederà…

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