L’imprevisto

(di Marco Ciaramella)

PRIMO ATTO

La scena si svolge nel salotto dell’appartamento di un condominio.

 Al centro della scena troviamo Ezelino seduto al tavolo intento a controllare, munito di calcolatrice e penna, alcune carte, nella fattispecie i resoconti finanziari di alcuni investimenti.

Ezelino: (Soddisfatto) Anche questo mese, ne è uscita una bella fetta per tutti. (Sentendo bussare alla porta, si mette la penna dietro l’orecchio e, con la calcolatrice ancora in mano che continua a osservare giulivo, va ad aprire)

Fanny: Ti disturbo?

Ezelino: In effetti sarei un po’ indaffarato. Quindi, se non è una cosa importante, vediamoci più tardi.

Fanny: (Mostrandogli una grossa mazzetta di denaro) Questa è abbastanza importante?

Ezelino: Ma che sbadato! Non mi ero accorto che avevo finito. (Guardando la calcolatrice) Questo era proprio l’ultimo. (Riferendosi ai calcoli con i quali stava verificando l’ammontare dei frutti degli investimenti di cui sopra) Accomodati pure!

Fanny: Grazie, lo faccio molto volentieri. Ho le gambe molto stanche, è un periodo che non sto bene. (Dopodiché si siede al tavolo)

Ezelino: (Offrendole dei dolcetti) Forse è solo un calo di zuccheri. Prendi uno di questi e vedrai che ti sentirai subito meglio. Non temere, sono buoni, non li ha fatti Ofelia.

Fanny: Ma Ezelino! Non dire così di quella santa donna!

Ezelino: Sarà anche santa, come dici tu, ma non sa  neppure cucinare un uovo in camicia!

Fanny: Allora chi li ha preparati questi bei biscotti?

Ezelino: Mia suocera. L’arpia, a differenza della figlia,  quella in cucina ci sa proprio fare. Almeno stesse più ai fornelli e venisse meno a rompere i c…

Fanny: Ho capito! Non importa che tu prosegua. Accetto il tuo biscotto. In effetti, anch’io penso che questa mia stanchezza sia dovuta ad un calo di pressione, per questo motivo, poco fa, ho mangiato un cioccolatino, però credo non sia bastato, quindi, tanto vale tentare ancora.

Ezelino: Dai retta ad una vecchia volpe come me e vedrai che tra poco ti sentirai subito meglio.

Fanny: A meno che non mi sia presa qualche virus. Anche ieri sera, infatti, non avevo appetito e ho addirittura saltato la cena. Il solo pensiero di mangiare mi faceva aumentare la nausea che già avevo.

Ezelino: Non sarai mica incinta?

Fanny: Quanto sei stupido! Sai bene che ho superato ormai da diversi anni l’età fertile. (Poi, dopo avere assaggiato uno di quei biscotti) Sono buoni, però più di uno non riesco proprio a mandarne giù.

Ezelino: (Prendendo del vino) Allora assaggia un po’ di vino, ti rimetterà al mondo! Anche questo me lo ha dato mia suocera.

Fanny: E hai il coraggio di lamentarti di quella donna? Ma cosa vuoi di più?

Ezelino: Che stia a casa sua.

Fanny: (Dopo aver mandato giù solo un piccolo sorso) È buono, ma me ne hai versato troppo, proprio non ce la faccio a berlo tutto.

Ezelino: Bevi, che con questo ti passano tutti i problemi di salute! Il vino rinfresca e fa sangue.

Fanny: Dici?

Ezelino: Dico.

Fanny: In tal caso farò un piccolo sforzo. (Quindi beve il rimanente contenuto del bicchiere tutto d’un fiato)

Ezelino: Allora… mi stavi dicendo?

Fanny: Che mi sento male.

Ezelino:  Ma a parte questo? (Riferendosi al denaro mostrato inizialmente dalla donna)

Fanny: Ah! Tu alludi a questa? (Mostrando di nuovo la mazzetta)

Ezelino: Esattamente!

Fanny: Ho deciso di investire questi soldi e chi più di te riuscirebbe a farli fruttare?

Ezelino: Ottima decisione! Con me saranno sicuramente in buone mani.

Fanny: Però dimmi: quanto chiedi di percentuale?

Ezelino: La tariffa è sempre la stessa: due mani.

Fanny: E sarebbe a dire?

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